Meditabonda, aspettando la pizza
Certe volte immagino la vita come un film, un film nel quale sono incastrate le nostre storie di merda. Immagino una specie di puzzle, nel quale ci sono pezzi più belli e più facili da incastrare e pezzi brutti che proprio non vorresti inserire.
Immagino che ognuno di noi ha la sua strada ma nello stesso tempo ogni strada fa parte di un percorso condiviso.
Immagino che il nostro percorso di vita sia in qualche modo condizionato (nel bene e nel male) dai pezzetti del puzzle e immagino che senza anche il più insulso di quei pezzetti il puzzle non sarebbe lo stesso.
Immagino che ognuno è preso dai cazzi suoi ma anche che se tutti si ricordano che che sono solo un pezzetto del puzzle tutto sembra più facile.
Immagino che il mio puzzle non potrebbe fare a meno di pezzi fantastici come “lastoriadellacintadimadamepompadour” e tanti altri.
Immagino che la pizza mi si stia raffreddando.
Cià.
Maggio 13, 2008 alle 6:39 pm
aò, che cazzo de poetessa, margherì!
Maggio 13, 2008 alle 7:11 pm
ahah! niente salderà tanto la nostra amicizia quanto quel AH MARGHERì, CHE CAZZO!
Maggio 13, 2008 alle 9:58 pm
Non so di cosa parlate, ergo mi riterrò estremamente offesa finchè non me lo spiegate.
Cattive cattive cattive
Profondo il pezzo